sabato 19 maggio 2012

la Violenza non elimina i problemi, elimina solo Persone con problemi uguali ai nostri




Attentati come quello che ha sconvolto Brindisi, inducono a Vergognarsi di far parte della razza umana.  Ma l'Umanità, quella Vera intendo, è Meravigliosa. 


Io e il mio Team siamo vicini ai familiari di quel Fiore Immacolato e di tutti quelli che negli anni  furono recisi dalla mostruosa stoltezza di certe persone che agivano o per follia propria o servendo, consapevoli o meno che fossero, le strategia di certi poteri.


Indipendentemente da chi veramente fossero gli autori di tali orrendi gesti per quanto possano pensare di essere intoccabili o giustificabili secondo le loro "ideologie" o convinzioni, sarà la Vita stessa che tanto disprezzano, a trovare modi e tempi opportuni per far loro seriamente capire l'atrocità degli errori commessi.


E questa... non è una teoria.


Lo insegnano l'esperienza e la storia.


E sono la stessa esperienza e la storia (compreso quella non ufficiale) a racchiudere un ulteriore ma ancor più profondo e genuino insegnamento ovvero che:


 "la violenza non elimina mai i problemi, ma elimina solo Persone: Persone con problemi uguali ai nostri".


La vendetta, la violenza, per quanto talvolta sembrino l'unica soluzione "giusta", provocano solo altra vendetta e violenza, generando una faida dove alla fine non ci sono né vinti né vincitori ma ci si scopre tutti vittime di uno stesso sistema millenario di ingiustizie.


E' un concetto che esprimo dall'inizio del mio viaggio.
Non tutti sanno infatti che sul mio Blog scrivo da ben prima di essere trasmesso in radio o in televisione e che in ogni mio spazio ufficiale ho sempre preferito dare precedenza a valori quali Altruismo, Solidarietà Reciproca, Rispetto, Buon Senso, Autocontrollo, Non Violenza e non assumere droghe.


Sono valori universalmente validi da cui trarre saggezza e consigliare il prossimo, indipendentemente dal ceto di appartenenza, dalla religione o dell'orientamento politico dell'eventuale lettore poiché applicandoli correttamente migliora la qualità della vita di tutti.


E mai quanto oggi ne abbiamo TUTTI bisogno.


Avremmo meno squilibrati e meno poteri deviati da cui dover difendere le nostre vite e le nostre famiglie.


Senza dunque prima comprendere, metabolizzare e applicare nel quotidiano questi valori (verso tutti e non solo verso chi ci è simpatico), per quante fiabe, teorie o verità si possano apprendere da chicchessia, all'atto pratico niente migliorerebbe.


Il seme di quanto appreso infatti necessita di un terreno fertile su cui maturare al fine di produrre consapevolezza, saggezza e serenità ovvero i tre consiglieri fondamentali dell'agire.


In loro assenza le notizie si ridurebbero ad un gossip morboso, passato l'entusiasmo del quale, non vi sarebbe alcuna crescita intrapersonale o interpersonale.


Tutto resterebbe perfettamente identico a prima, se non peggio.


Il miglioramento, il vero miglioramento infatti parte da se stessi. 
Nelle piccole grandi cose.
Occorre operare su se stessi.
Non servono sacrifici immani.
Serve pazienza e comprensione...
...Tanta pazienza e comprensione.
Occorre capire che la libertà dell'uno termina dove inizia la libertà dell'altro.
Questo concetto vale in particolar modo per coloro che sprecano le loro vite passando tutto il tempo a diffamare o calunniare il prossimo.


Qualunque sia la loro ragione è sbagliato.


Il male genera male.


L'odio è un sentimento autodistruttivo.


Anziché parlar male e creare intrighi contro chi si odia, sarebbe assai più utile ed efficace parlare BENE DI CHI SI AMA.


La mia Speranza (e quella del mio Team) è sempre stata infatti che il violento, il fanatico o semplicemente chi era infuriato perché aveva perso qualcosa a cui teneva profondamente e insieme la "pazienza",  finendo per "caso" nel mio blog con l'intenzione di trovare elementi per insultare, calunniare, minacciare si soffermasse invece a riflettere su ciò che vi avrebbe letto. 

E' capitato infatti che proprio quelle "riflessioni" inizialmente disprezzate, diventassero a taluni improvvisamente chiare un attimo prima di commettere, in un eccesso di rabbia, una di quelle azioni impulsive di cui se non si fossero fermati per tempo e seduti a riflettere, compresero che si sarebbero pentiti per tutto il resto della vita.


Superata costruttivamente la crisi, maturarono un nuovo e più saldo equilibrio che consentì anche a loro, gradualmente, di cominciare ad aiutare, quando possibile, altre persone che vedevano soffrire ed agire nelle loro stesse rabbiose condizioni di un tempo.


Fra i commenti e i messaggi che ricevo da anni, sia qui che sul canale YouTube, ho anche i loro.


Non sono più gratuite offese. 
Sono ringraziamenti.
Alcuni resi pubblici per loro espressa volontà.
Altri li ho lasciati privati.

Io mi ritengo Nessuno. 
L'Ultimo di Voi.


Ma se in qualche modo una riga del mio blog ha potuto aiutare in questi anni qualcuno, come mi avete confermato più volte, allora forse, ha avuto davvero una sua "Ragion d'Essere" come la persona stessa che ci scrive. 


Forse un domani, questa persona, come tante altre che la comprendono nel profondo, oppure oggi la odiano, non importa, miglioreranno ancor di più e nel rimboccare le coperte ai loro bimbi o alle loro bimbe, potranno dire che i loro padri e le loro madri, nelle loro piccole o grandi possibilità, hanno provato a donar loro un mondo migliore proprio partendo dal miglioramento di loro stessi.


Qualsiasi cosa accada, anche la più tragica, occorre andare avanti.
La violenza deve essere messa comunque assolutamente da parte.
Non per vigliaccheria, buonismo o debolezza, ma per saggezza.


Non fatevi strumentalizzare da certi poteri occulti che usano il vostro dolore per trasformarvi in "armi" e distrarre la vostra attenzione dagli eventi non belli che stanno portando una grande quantità di persone a suicidarsi per la perdita del posto di lavoro o l'impossibilità di mantenere la famiglia o anche soltanto se stesso.


Aiutiamo piuttosto le persone in difficoltà, perché alcune possono essere più vicine a noi di quanto crediamo e magari, distratti e irritati come si è da tutto quello che ci accade intorno, rischiamo di calpestarle senza volerlo. 


Iniziare ad aiutarsi l'un l'altro creando piccole ma affidabili isole di Altruistica Solidarietà Reciproca.


Un Abbraccio, Adam
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martedì 8 maggio 2012

Aiutare una persona che si teme possa suicidarsi

In moltissimi mi avete invitato a porre nuovamente in evidenza sul blog, il contenuto di alcune mie riflessioni risalenti a qualche anno fa, che alla luce dei più recenti eventi di cronaca, sembrano essere di attualità e potrebbero rivelarsi socialmente utili.


Le ripubblico molto volentieri, nella Speranza che possano contribuire, per quanto sia possibile, a notare quelle sofferenze psicologiche, talvolta invisibili, che se inascoltate e non prese in tempestiva e adeguata considerazione, rischiano di comportare l'improvvisa inaspettata tragica perdita di persone amate.

Darò pertanto la priorità ad uno specifico post che scrissi l'anno scorso.


Un Abbraccio,
Adam.

Aiutare un amico o un parente che sta pensando al suicidio


So che purtroppo sono tempi non belli.

Tempi che per tutta una serie di cose creano situazioni non belle, che a loro volta, provocano sofferenza talmente profonda e lancinante a persone oneste e intelligenti, che per quanto forti siano, essendo sensibili, iniziano comunque a stare molto male.

E se le vittime di queste dolorose situazioni non venissero aiutate tempestivamente, o peggio, venissero lasciate in balia di loro stesse, sottoposte ad ulteriori ingiustizie e umiliazioni, e in casi veramente spregevoli, addirittura devittimizzate e umiliate (spesso addirittura dalla stessa persona stolta che le ha trattate ripetutamente male al punto da mandarle in gravissima depressione), c'è il rischio di vederle prima o poi, lasciarsi cadere nel fondo di un abisso da cui rischiano di non riemergere mai più.

E' come affogare, di giorno in giorno, in un oceano di cupo dispiacere, finché si abbandona infine ogni tentativo di risalita.

















Può accadere a chiunque, poiché una volta che si oltrepassa una certa soglia di dolore e delusione e la causa di questo dolore prosegue a tormentare, che sia una persona o un rimorso (o la perdita di un Grande Amore o un Lavoro, soprattutto in Tempi di Crisi, ossia qualsiasi cosa ritenuta indispensabile), si attiva un certo tipo di dinamica depressiva contro la quale, la sola forza caratteriale, purtroppo, non consente alla mente della vittima di resistervi.

Di qui l'importanza che le persone che davvero gli vogliono bene, o quanto meno le persone che hanno un minimo di sensibilità, colgano quanto prima i sintomi e sappiano che questo tipo di tragedie, spesso letteralmente annunciate, possono essere evitate.

Mi rivolgo dunque a tutte le persone di Buona Volontà, agli Esseri Umani realmente degni di questo nome, mi rivolgo a Voi, affinché qualora vi accorgiate che il vostro prossimo stia soffrendo, di non sottovalutarne mai il dolore, perché alcuni sanno nasconderlo anche molto bene, e che possiate aiutarlo nel modo migliore possibile perché da solo, per quanto ci si sforzi, non è in grado di uscirne o anche se lo facesse, sarebbe comunque a rischio di ricadute, anche a distanza di anni.













E allora bisogna farlo guarire per bene.

Vediamo insieme come possiamo fare.

<< Di fronte a qualcuno che si sente depresso o ha propositi suicidi, la nostra prima reazione è cercare di aiutarlo. Offriamo consigli, gli raccontiamo le nostre esperienze, cerchiamo soluzioni...

Invece faremmo meglio a stare zitti e ad ascoltare.

Le persone che pensano di suicidarsi non vogliono risposte o soluzioni.

Vogliono potere esprimere senza paura le loro paure ed ansie, vogliono poter essere se stessi.









Ascoltare - ascoltare veramente - non è facile.

Bisogna controllare l'istinto di dire qualcosa - di fare commenti, di aggiungere qualcosa alla storia di chi si ascolta, di offrire consigli.

Bisogna prestare attenzione non solo ai fatti che la persona ci sta raccontando, ma anche ai sentimenti che si nascondono dietro questi fatti.

Bisogna vedere le cose dalla prospettiva della persona che si ascolta, non dalla nostra.

Ecco qui di seguito alcune cose da ricordare se state aiutando una persona con propositi suicidi.

Cosa vogliono le persone che meditano il suicidio?

Qualcuno che li ascolti.

Qualcuno che si prenda il tempo di ascoltarli veramente.

Che non li giudichi, che non dia consigli od opinioni, ma che gli presti completa attenzione.

Qualcuno di cui fidarsi.

Qualcuno che li rispetti e che non cerchi di assumere il controllo della situazione.

Qualcuno che consideri tutto quello che gli viene detto assolutamente riservato.

Qualcuno a cui importi.

Qualcuno che si metta a disposizione, che metta la persona a suo agio e parli con tranquillità.

Qualcuno che li riassicuri, li accetti e gli creda.

Qualcuno che gli dica "A me importa".








Cosa NON vogliono le persone che meditano il suicidio?


Essere lasciate da sole.

Il rifiuto può rendere il problema dieci volte peggiore.

Avere qualcuno a cui rivolgersi fa davvero la differenza.

Semplicemente, ascoltate.

Le prediche non aiutano.

Né aiutano suggerimenti come "fatti coraggio", o facili rassicurazioni che "tutto andrà bene".

Non cercate di analizzare, comparare, generalizzare o criticare.

Semplicemente, ascoltate.

Non cambiate argomento, non mostrate pietà o condiscendenza.

Parlare dei sentimenti è difficile.

Le persone con propositi suicidi non vogliono venire messe sotto pressione o sulla difensiva.

Semplicemente, ascoltate.

I segnali d'allarme del suicidio:

Il suicidio raramente è un impulso dovuto ad una decisione immediata. Durante i giorni e le ore precedenti al suicidio, generalmente appaiono indizi e segnali di allarme.

I segnali più forti e rivelatori di un disturbo sono quelli verbali - "non posso andare avanti così", "Non m'importa più di niente" o anche "sto pensando di farla finita".

Certe espressioni vanno sempre prese sul serio.

Altri segnali di allarme comuni comprendono:

*Diventare depressi o rinchiudersi
*Comportarsi pericolosamente
*Mettere ordine nei propri affari e regalare oggetti di valore
*Mostrare marcati cambi di comportamento, attitudini o apparenza
*Abusare di droga, medicinali o alcool
*Soffrire per grandi perdite affettive o cambiamenti nella vita


Qui sotto elenchiamo altri esempi di condizioni o comportamenti che possono rappresentare dei segnali che qualcuno sta contemplando il suicidio. Naturalmente, nella maggior parte dei casi, queste situazioni non conducono al suicidio, ma in genere, più segnali mostra una persona, più alto è il rischio di suicidio.

Situazioni:

*Avere subito abusi sessuali o fisici
*Avere una storia familiare di suicidi e violenze
*Avere subito la morte di un caro amico o di un familiare
*Essere andati incontro a un divorzio o una separazione, o la fine di una relazione
*Avere subito fallimenti scolastici, temere l'imcombere di un esame, essere stati bocciati ad un esame
*Avere perso il proprio lavoro, o avere problemi sul lavoro
*Avere problemi legali
*Essere stati arrestati di recenti o stare per essere rilasciati










Comportamenti:

*Piangere
*Manifestare comportamenti violenti
*Infrangere la legge
*Impulsività
*Auto-mutilazione
*Scrivere sulla morte ed il suicidio
*Precedenti comportamenti suicidi
*Oscillazioni comportamentali
*Cambiamenti comportamentali


Cambiamenti fisici esterni:

*Perdita di energia
*Disturbi del sonno – dormire troppo o troppo poco
*Perdita dell'appetito
*Improvvise perdite o aumenti di peso
*Aumento di malattie minori
*Cambiamento di interessi sessuali
*Cambi repentini nell'apparenza
*Perdita di interesse nell'apparenza

Pensieri ed Emozioni:

*Pensieri sul suicidio
*Solitudine – perdita di supporto dalla famiglia e dagli amici
*Rifiuto, sentimento di emarginazione
*Profonda tristezza o senso di colpa
*Incapacità di vedere oltre ad una prospettiva angusta
*Sognare ad occhi aperti
*Ansietà e stress
*Senso di impotenza
*Perdita di autostima

Depressione:

La maggior parte delle persone si sentono depresse in qualche fase della loro vita, ma per alcuni la sensazione è più intensa e più duratura.
Questo tipo di depressione semplicemente non "va via", e dire alle persone "fatti coraggio" o "controllati", non aiuta. Non è così semplice.

Ma c'è speranza.

La depressione è un problema medico e di solito è suscettibile di cura.

Un dottore può prescrivere delle medicine o una terapia - o una combinazione delle due.

Il punto fondamentale è cercare aiuto.

Sintomi a cui prestare attenzione:

*Umore depresso per la maggior parte della giornata, ogni giorno
*Brusche oscillazioni dell'umore, prima alto e un attimo dopo basso
*Mancanza di energia e perdita d'interesse per la vita
*Irritabilità e inquietudine
*Disturbi del sonno - dormire troppo o troppo poco
*Perdite o aumenti di peso significativi
*Senso di colpa e d'inutilità
*Difficoltà nel concentrarsi e nel pensare con chiarezza
*Calo del desiderio sessuale
*Pensieri sulla morte e sul suicidio


Se conoscete qualcuno che soffre di depressione e che non migliora con il tempo:

Incoraggiatelo a ricorrere a un dottore o all'assistenza sanitaria professionale Siate presenti.

E importantissimo parlarne in famiglia o con amici.

Anche solo parlarne a un parente, un amico o un collega può dare enorme conforto.

Parlarne con volontario di un centro di assistenza.

Alcune persone non riescono a parlarne con familiari o amici.

Alcuni trovano più facile parlarne con uno sconosciuto.

Vi sono centri di assistenza in tutto il mondo, con volontari che sono stati addestrati ad ascoltare.

Parlarne con un dottore.

Se si sta attraversando un lungo periodo in cui si sente giù o si pensa al suicidio, è possibile che si soffra di depressione clinica.

Questo è un problema medico causato da uno squilibrio chimico che può essere curato da un medico con la prescrizione di medicine e/o il rinvio ad una terapia (voglio saperne di più).

Il tempo è un fattore importante per "superare" la fase critica, ma importa anche ciò che accade nel frattempo >>

Mi auguro con tutto il Cuore che quanto sopra possa aiutarvi in qualche modo.

Il testo fra <<...>> è tratto dal sito http://www.befrienders.org/int/italian/index.php che vi consiglio di visitare.

Ad ogni modo, se tu che mi stai leggendo pensi ancora di suicidarti, ti Prego di NON farlo. 

Lo so che non ti conosco e sono nessuno, magari mi disprezzi anche, pensi che io sia un poco di buono ma credimi, a me importa davvero della Tua Vita.

Chiunque tu sia, desidero davvero che tu possa ritrovare Serenità e Gioia di vivere









Per quello che ti può importare (ma sappi che sono sincero), Ti voglio Bene e Ti Auguro davvero che Ogni Tuo Sogno più Bello si realizzi.

E più che un augurio è una Certezza.

Ti Abbraccio

Adam
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Link del Post originale: http://777babylon777.blogspot.it/2011/11/aiutare-un-amico-o-parente-che-sta.html




mercoledì 18 aprile 2012

C'era una volta un pianeta che si trovava in una dimensione parallela...




















Vi racconto una Fiaba.
C'era una Volta un Pianeta che si trovava in una "dimensione parallela".
In quel Mondo Lontano esistevano due Fazioni.
Una che aveva il Potere e la Conoscenza per dominarlo ma non il numero necessario di persone per farlo funzionare.
E l'altra che pur avendo il numero di individui sufficienti a farlo correttamente "girare", non possedeva invece la Conoscenza e il Potere per controllarlo
Nel corso degli ultimi secoli, gruppi estremisti e intolleranti di entrambe le fazioni, mossi da avidità, stoltezza ed egoismo, si misero d'accordo fra loro e presero, con l'inganno e la violenza, le redini delle rispettive popolazioni.
Quindi provocarono un graduale collasso sistemico globale, avendo cura al contempo di mantenere le proprie popolazioni in uno stato di ignoranza e pregiudizio, l'una verso le altre.

Arrivarono al punto di  provocare volontariamente frustrazioni sociali di tale gravità da scatenare scontri anche fra membri appartenenti alla stessa "famiglia".

Ma quando si giunse al caos globale, le cose non andarono come i gruppi di potere avevano previsto.

Il conflitto fratricida andò ben oltre quanto ogni "leader" aveva programmato nella sua "agenda", determinando l'autodistruzione del pianeta.

Questo accadde perché i folli alla guida di quelle due fazioni, avevano dimenticato l'insegnamento dei "creatori" ovvero che per quante fazioni si creassero su un pianeta dove l'esperienza esistenziale si basa sul "discernimento", una fazione non può esistere senza l'altra. Dimenticarono che ogni forma di vita per quanto diversa e con diverso ruolo, aveva diritto ad una vita serena e dignitosa, e che non esisteva una razza migliore e una peggiore.

Né su quel pianeta, né fra pianeti, né fra popolazioni di differenti galassie. Ogni fazione poteva esistere solo in funzione dell'altra. Il prevalere dell'una o dell'altra avrebbe invece provocato una serie di conflitti di gravità via via crescente fino a provocare un olocausto globale dove tutte avrebbero conosciuto la medesima tragica fine.

I sopravvissuti del pianeta di cui vi sto raccontando infatti, si trovarono interpreti forzati di un palcoscenico infernale e radioattivo, maledendo la buona sorte o quel dio da cui erano stati salvati, per dover patire atroci sofferenze, fame, stenti sotto un cielo di cemento e mari desertici di acciaio fuso dalla loro stessa pazzia.

Ma la colpa di quanto accaduto non fu solo dei vertici occulti ma anche delle popolazioni di ambo le fazioni: sia quelle "iniziate" che quelle "profane" infatti, avrebbero dovuto comprendere, quando gli veniva spiegato, di non farsi dividere in fazioni, di non farsi aizzare a odiarsi, a giudicare, a criticare, a disprezzarsi l'un l'altra, poiché le diseguaglianze e le reciproche umiliazioni e frustrazioni, le avrebbero inevitabilmente portate, presto o tardi, all'odio e al conflitto autodistruttivo finale.

L'unica alternativa possibile era maturare la capacità psicologica di una pacifica coesistenza fra le due fazioni, basata sulla reciproca comprensione e cooperazione. Questo concetto sarebbe valso in ogni caso, anche se le due fazioni fossero state, le une agli occhi dell'altro, aliene e indigene al tempo stesso. Allora i popoli avrebbero conosciuto una parola sola: "Pace" in nome di un ideale collettivo di serena e prospera esistenza.

A proposito, tanto tempo fa, ebbi modo di scrivere in questo mio diario aperto, una riflessione dove parlavo del messaggio più importante contenuto in due particolari film: Matrix e V per Vendetta.

Oggi come allora, ricevo sul canale Youtube alcune comunicazioni da parte vostra, dove denunciate l'esistenza di certi internauti, che pur cambiando nome, si ostinano ad aprire siti, forum, profili su facebook dai quali, imperterriti, istigano i loro lettori alla rivolta violenta nei confronti del sistema, a loro dire governato da rettiliani, illuminati ecc...

Costoro dicono di ispirarsi ai messaggi contenuti nei film "Matrix" e "V per Vendetta" e in particolare alle icone di "Neo" e "V", i protagonisti dei due film.

Ebbene temo che queste persone abbiano completamento frainteso il vero messaggio in essi contenuto.

La dimostrazione è sia nelle loro parole, cariche di odio e razzismo, sia nell'insistere a presentare come verità assolute, quelle che in realtà sono teorie, oltretutto strumentalizzate da poteri il cui unico interesse, dalla notte dei tempi è quelle di dominare le masse creando fazioni e tenendole anche in periodi di relativa pace, nel conflitto e nella tensione.

Il Vero significato dei film matrix e V, infatti non è una istigazione alla rivolta violenta...

E' l'esatto contrario.

In V per Vendetta, poco prima di morire, lo stesso V, il violento ma nobile protagonista, dichiara che la violenza è sbagliata.



Lui stesso infatti, morendo, si augura la fine delle violenze, e che il suo sacrificio, risparmi milioni di altre vite.

E per fortuna viene capito.

Sia dalla amata Evey, sia dai cittadini.

Gli stessi soldati governativi quando vedono arrivare milioni di persone che marciano verso la sede del potere, non in modo aggressivo, ma al contrario, ordinato, consapevole, comprendono che sia loro che i cittadini non sono strumenti di opposte barricate:

sono invece una cosa sola.

Sotto le divise il Cuore ha un solo colore.

Cittadini e soldati diventano incarnazione del vero messaggio di V ovvero che la violenza è sbagliata e che l'unica soluzione pacifica, senza spargimenti di sangue, senza vittime innocenti è apprendere quello che io, sin da piccolo, chiamo "Altruismo Organizzato": un Altruismo senza fanatismi o egocentrismi finalizzato unicamente a migliorare le cose per tutti e in modo pacifico e con buon senso.


Purtroppo questo dettaglio sfugge ai "profeti" del web che si schierano in fazioni opposte dove da un lato vediamo gli "astratti" che dinanzi ai problemi seri dalla vita, continuano a parlare di "luci" ed "angeli" a qualsiasi costo.. e dall'altro troviamo i guerrafondai e i pessimisti paranoici, che auspicano morte e distruzione comunque vadano le cose, portando i lettori a sospettare di tutti e tutto... anche della loro stessa ombra. E come capite tutto questo non è bene...

Ma torniamo al film.

In "V", nel finale, è la stessa popolazione ormai matura, consapevole di se stessa, che fa comprendere ai militari pronti a sparargli addosso, che è sbagliato calpestare i diritti dei cittadini per servire dei poteri corrotti fino al midollo.

E i militari, infatti, comprendendo intuitivamente che tutto è uno, che il Cuore ha uno solo colore, abbassano giustamente le armi.

Non si è più militari o cittadini: si è solo Uomini e Donne che hanno smesso di essere strumenti di un partito o dell'altro.

Non si è più schiavi di culti, di politiche, di sette, di mafie, di pregiudizi ecc...

I cittadini sono uniti, non più divisi fra destra e sinistra, sopra o sotto.

L'unico loro fine diventa il miglioramento della qualità della vita di tutti.
TUTTI.
Non solo quelli che sono amici di certi potenti.

Capito la differenza?




Anche in Matrix, poco prima di morire, il protagonista Neo, dopo sanguinose e sterili battaglie contro le macchine (che metaforicamente rappresentano il Sistema), capisce che tutta quella violenza nasce dall'odio e dalla disonestà di persone corrotte all'interno del sistema stesso.

Nel film infatti c'è anche l'agente "Smith" un programma malato che rappresenta appunto le persone che traggono vantaggio e lucro dal creare litigi, tensioni, dal buttare fango addosso ad entrambi gli schieramenti.



Lo scopo degli "agenti Smith" è non consentire mai nelle persone la realizzazione di quella serenità interiore che consenta un sincero risolutivo dialogo fra le parti in conflitto.

Ma chi è intelligente sa riconoscere gli agenti Smith.

Li riconosce dal fatto che vanno a casa d'altri, e subdolamente parlano male dell'una o dell'altra parte.

Nel film Matrix questo agente Smith in realtà odia sia gli umani che le macchine.

Vorrebbe la distruzione del Tutto: il Caos.

Neo invece, proprio alla fine della sua vita, dopo aver perso anche la vista e la persona amata ha quello che in psicologia viene chiamato "Insight", l'illuminazione, l'intuizione.

Essa lo rende vincente e risolutivo rispetto ai suoi predecessori che mossi esclusivamente dall'egocentrismo, al momento topico avevano fallito tutti.

Anche questa è una metafora: ovvero l'egocentrismo, l'odio, gli estremismi, le tensioni, sono da evitare.

Non sono dimostrazioni di democrazia. Sono i pretesti con cui le imperanti oligarchie mondiali invece strumentalizzano le persone deboli e ingenue, facendo leva sulle loro frustrazioni.

Neo invece, trova il dialogo con le macchine e pone fine alla guerra con loro, al ciclo della distruzione e rinascita della civiltà terrestre sotterranea:

ma come lo fa?

NON distruggendo le macchine, NON vincendo la "sua" guerra, NON eliminando una razza nemica a favore della "sua".

No signori.

Neo migliora le cose portando umani e macchine all'armonia.

Il messaggio finale del film infatti è che entrambe le fazioni hanno diritto di vivere.

Neo, l'umano di grande Cuore (e dotato al contempo dei poteri percettivi delle macchine), diviene l'anomalia del sistema: nato nel sistema stesso, ma che riesce appunto a superare i limiti caratteriali laddove i suoi predecessori avevano fallito: aiutare macchine e umani a far pace restituendo dignità e senso di esistenza ad entrambe le razze.

Armonia degli opposti.
Il pianeta è uno. Tutto è uno.
Entrambe le razze fanno parte del pianeta.
L'una non può sopravvivere senza l'altra.

Unica soluzione per evitare un bagno di sangue con l'autodistruzione di entrambe, o sicuramente della più fragile (la umana), diviene appunto quella di riportarle alla ragione in modo pacifico aiutandole a capire, se occorre anche con severità per allontanare gli "agenti SMITH" (trolls, diffamatori, debunkers, calunniatori, guerrafondai, disfattisti, esaltati, egocentrici, fanatici, paranoici ecc..), che TUTTI fanno parte del Sistema e che:

il vero miglioramento nasce a partire da sè stessi, pacificamente, nelle piccole grandi cose.


Il film si chiude con le macchine che sollevano il corpo di Neo ormai esanime, e lo introducono all'interno del loro stesso sistema di potere, lasciando intendere però di:

avere imparato da lui che la guerra è sempre sbagliata e che il dialogo privo di fini reconditi, avidità, egoismo, ambizione, estremismi e paranoie è l'unica soluzione pacifica possibile.


Il vero messaggio di questi due film è dunque che l'Amore per la Vita, quelle genuino, quelle che contraddistingue le persone oneste e intelligenti da quelle disoneste e stolte (amanti del sospetto e della paranoia fini a se stesse), trionfa sull'istinto di sopraffazione e su quei poteri che da sempre traggono lucro e vantaggio dal porre una fazione contro l'altra.

Siate voi adesso a dare il corretto nome alle due fazioni.

Un Abbraccio Forte.

Adam