Nel quotidiano vissuto può capitare di avere tante buone intenzioni ma poi all'atto pratico, scoprire amaramente di non riuscire a metterle in atto, e magari proprio con le persone con cui invece più avremmo voluto.
Le ragioni sono molteplici.
A volte si è obbligati a fare delle scelte dolorose ma necessarie, dando la priorità NON a chi amiamo, ma a ciò che è necessario fare per il benessere della collettività.
Altre volte invece capitano eventi che ci scoprono essere dei paurosi egocentrici, talvolta addirittura ipocriti, ma che non si rendono conto di esserlo.
E si punta il dito contro terzi.
Altre volte invece siamo tutte e due le cose o anche peggio.
Questo fenomeno non riguarda solo il singolo individuo ma tutti noi.
Ciò che importa è almeno rendersene conto.
Nel momento in cui si comprende la verità su noi stessi, qualunque essa sia, per quanto possa essere dolorosa, si conoscono anche i propri limiti e difetti caratteriali.
E come dissi a suo tempo, il modo migliore per superare i propri limiti e difetti caratteriali è proprio rendersi conto di averli.
E' come per un qualsiasi problema: prenderne realmente atto, è il primo passo per risolverlo.
Questo concetto vale per tutti noi.
Anche per le persone apparentemente più perfette.
Nel mondo materiale niente è perfetto.
Ma si può migliorare.
Le crisi, di qualsiasi origine siano, naturali, o artificialmente indotte da chi intende specularci, svolgono comunque una funzione importante: ci consentono, nel tentativo di superarle, in questa miracolosa esperienza che è il vivere da essere umano, forma di vita organica autocosciente, di prendere coscienza di noi stessi e di ciò che non va in noi, di ciò che ci separa dall'essere davvero noi stessi, consentendoci così di comprendere, quali modifiche apportare per evolverci senza ferirci o ferire... anche se un pò di male, per quanto lo si voglia risparmiare a noi stessi e al prossimo, purtroppo alla fine ce lo si fa sempre.
Ma è normale. Infatti è proprio dal dolore che si impara.
Le ragioni sono molteplici.
A volte si è obbligati a fare delle scelte dolorose ma necessarie, dando la priorità NON a chi amiamo, ma a ciò che è necessario fare per il benessere della collettività.
Altre volte invece capitano eventi che ci scoprono essere dei paurosi egocentrici, talvolta addirittura ipocriti, ma che non si rendono conto di esserlo.
E si punta il dito contro terzi.
Altre volte invece siamo tutte e due le cose o anche peggio.
Questo fenomeno non riguarda solo il singolo individuo ma tutti noi.
Ciò che importa è almeno rendersene conto.
Nel momento in cui si comprende la verità su noi stessi, qualunque essa sia, per quanto possa essere dolorosa, si conoscono anche i propri limiti e difetti caratteriali.
E come dissi a suo tempo, il modo migliore per superare i propri limiti e difetti caratteriali è proprio rendersi conto di averli.
E' come per un qualsiasi problema: prenderne realmente atto, è il primo passo per risolverlo.
Questo concetto vale per tutti noi.
Anche per le persone apparentemente più perfette.
Nel mondo materiale niente è perfetto.
Ma si può migliorare.
Le crisi, di qualsiasi origine siano, naturali, o artificialmente indotte da chi intende specularci, svolgono comunque una funzione importante: ci consentono, nel tentativo di superarle, in questa miracolosa esperienza che è il vivere da essere umano, forma di vita organica autocosciente, di prendere coscienza di noi stessi e di ciò che non va in noi, di ciò che ci separa dall'essere davvero noi stessi, consentendoci così di comprendere, quali modifiche apportare per evolverci senza ferirci o ferire... anche se un pò di male, per quanto lo si voglia risparmiare a noi stessi e al prossimo, purtroppo alla fine ce lo si fa sempre.
Ma è normale. Infatti è proprio dal dolore che si impara.
Come?
Semplicemente comprendendo la lezione che il dolore stesso ci impartisce (A volte ci vuole molto tempo) e poi perdonando.
Chi?
Non solo chi, a torto o ragione, ci ha fatto soffrire, ma anche la persona più difficile da perdonare quando si comprende che non è perfetta come credevamo:
noi stessi.
Un Abbraccio e tanti Auguri a tutti di un meraviglioso 2012
Adam Kadmon



Caro Adam, le tue parole toccano la trama della Vita stessa, quell'Opera ingegnosa e meravigliosa che è la Sofferenza, il Dolore, la Crisi, strumenti severi, così utili alla conoscenza di Sé. Già, perchè per crescere occorre conoscere sempre nuove parti di sé, occorre come dici tu comprendere e comprendersi, ... e osservare... osservare intorno a noi e dentro di noi, semplicemente guardare in silenzio, il più possibile come figure esterne alla realtà che vediamo, cercando di non giudicare o inquinare con le emozioni o con la mente ciò che vediamo, sia esso fuori di noi o nel nostro ego. E se dobbiamo operare delle scelte, facciamolo con Amore, un amore se possibile non emotivo, ma Saggio, cosi facendo sarà una scelta che apparentemente può anche dividere ma in realtà unisce, nella crescita.
RispondiEliminaTi abbraccio forte, A.
a volte è più facile perdonare il prossimo, che me stessa.
RispondiEliminaUn abbraccio